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Unknown Paths – Raiders of Lear’s Landscapes

Unknown Paths – Raiders of Lear's Landscapes Trailer from Davide Morabito on Vimeo.

Unknown Paths is a road movie about prejudice and diversity. Following in spirit and general direction the journey of the famous English landscape painter and poet Edward Lear, who creates nonsense poetry. Lear was very sensitive about prejudice, he suffered of asthma and epilepsy and, during Victorian era, this disease was considered like demonic possession. Correctness was a special Victorian scourge, and it worried Lear as much as anyone else. His limericks are little masterpieces of the unexpected letdown. They are predicaments without stuffy morals attached. Lear creates, in nonsense poetry, strange and eccentric characters full of shortcomings. But he accepts his characters as they are, freeing himself and his readers from their own shortcomings. Despite a physical handicap and an enthusiasm for self-depreciation, he was a persistent self-improver. True humor is sensibility in the most deepest sense; but it is the sport of sensibility; wholesome and perfect therefore; as it where, the playful, teasing fondness of a mother to her child. When we read the journal of Lear’s travel in Calabria we recognize the shortcomings of the controversial land we were born and grow up. A borderland that is a bridge between Europe and Africa, a controversial land where human contradictions stand in its light and shade and in its contrasts: the fear of diversity, mistrust, hatred, revenge, the human tide “foreign” which comes from the South. With the narrator Hassani Shapi, a Kenyan actor naturalized British, we will meet 12 characters during our journey; a mosaic of feelings and human conditions and we will try to see the shortcomings of our life with Lear’s lightness and the poetic vision.

Produced by: DMPA and Mint Pictures
Directed by: Davide Morabito and Fabio Itri
Narrated by: Hassani Shapi

Unknown Paths è un road movie sul pregiudizio. Il film indende ripercorrere il cammino in Calabria del celebre pittore e poeta vittoriano Edward Lear, creatore della poesia nonsense. Lear era molto sensibile sul pregiudizio, soffriva di epilessia e, in epoca vittoriana, questa malattia era considerata come possessione demoniaca. Egli crea, nella poesia nonsense, strani ed eccentrici personaggi pieni di difetti, ma Lear accetta i suoi personaggi così come sono, liberando se stesso e i suoi lettori dalle proprie mancanze. Quando abbiamo letto il diario di viaggio di Lear in Calabria abbiamo riconosciuto i difetti e le mancanze della terra in cui siamo nati e cresciuti. Una terra considerata oggi come allora selvaggia e pericolosa. Con il narratore Hassani Shapi, incontreremo 12 personaggi durante il nostro viaggio ed ogni personaggio è legato al pregiudizio, all’immigrazione e alla xenofobia e cercheremo di vedere le mancanze della nostra vita con la leggerezza e la visione poetica di Edward Lear.


Lo stato dell’Arte

Con amara lucidità, Lo stato dell’arte mostra come la precarietà nel mondo del lavoro colpisca soprattutto quei lavori spesso dimenticati, abbandonati a se stessi, snobbati perché considerati sacrificabili. In una società in cui l’economia è allo sbando, la Cultura diviene la prima vittima, tanto da trasformare in eroi, pronti ad affrontare ogni avversità, chi della cultura e dello spettacolo prova a farne un mestiere.

La vicenda ha come ambiente principale una festa glamour ed esclusiva su di una terrazza incastonata tra i tetti di Trastevere, frequentata da giovani artisti e gente dello spettacolo intenti a discutere di cinema, teatro, danza, letteratura e dei progetti di lavoro appena conclusi o da iniziare. Eppure, dietro questa “rappresentazione” idilliaca, si nasconde una realtà ben diversa…

L’ironia è la chiave di lettura di questo divertentissimo cortometraggio che mette a nudo tutta la vulnerabilità, ma anche la caparbietà, di un manipolo di giovani artisti costretti a vivere una vita sdoppiata, multipla, pur di non soffocare il proprio essere. In una sorta di traslazione cinematografica, però, la finzione si mischia con la realtà, nella quale tutti i protagonisti, gli autori e gli artefici del prodotto filmico, sono anche i diretti protagonisti dell’attuale stato dell’arte. Non c’è variazione tra vita rappresentata e vita vissuta, come a significare che il film appena visto è sofferenza esso stesso, è rappresentazione e disagio allo stesso tempo.

La sua visione amplifica il messaggio, lo rafforza e lo rende documento.

PREMI

Vincitore del premio Miglior video – Arcipelago 2007 sezione VideoRome

Vincitore del premio Miglior cortometraggio2a Festa del Cinema di Roma MySpace contest

Produzione
WHITE LIGHT
Regia
MASSIMO PIESCO
DAVIDE MORABITO
GAETANO BUOMPANE
soggetto e sceneggiatura
MASSIMO PIESCO
Montaggio
ANDREA VIGNALI
Interpreti
JESSICA BONANNI
ANNALISA CORDONE
FRANCESCO GRANITTO
CRISTINA PELLEGRINO
SERGIO RAIMONDI
CRISTIANO CALLEGARO
ANGELA LACENTRA
ALESSANDRO CATALUCCI
GIULIA MOMBELLI
ANTONIO TINTIS
GABRIELLA TOMASSETTI
LEONARDO CIANCA
FLAVIO CIANCA
E con
MICHELE CESARI
Dati tecnici
anno 2007
durata 5 minuti
formato MiniDV

Tube

Ispirato da un laboratorio di Antropoogia culturale tenuto dal professore Massimo Canevacci, Tube è un tentativo di sperimentazione del linguaggio audiovisivo. I testi sono stati creati rubando spezzoni di frasi prese da centinaia di interviste effettuate nei mesi precedenti negli ambienti e sui vagoni della metropolitana di Roma e messi “in bocca”, o meglio in testa al protagonista Marcello, un ragazzo ventenne, che, amareggiato, intraprende un viaggio confuso e senza un’apparente meta in metropolitana.

Marcello è chiuso in se stesso, si sente un soldato che deve affrontare la sua quotidiana lotta contro il mondo e contro gli altri, visti tutti, indistintamente, come nemici e ripercorre mentalmente i litigi avuti in un non precisato passato con la donna che amava.

Il viaggio in metro però non vuole essere un semplice viaggio fisico, ma è un viaggio spirituale, di crescita, che porterà marcello a scontrarsi con se stesso e a cambiare punto di vista.

PREMI

Festival del cortometraggio Cinecircolo Romano al San Leone Magno “Miglior Cortometraggio 2004

Prodotto da Davide Morabito e Giulio Fabbrini

Regia Davide Morabito, Giulio Fabbrini

Scritto da Davide Morabito, Giulio Fabbrini, Marcello Cantoni

Animazioni Riccardo de Conciliis

Cast

Marcello Cantoni

Nigel Bennet

Claudia Pastorelli